14 Novembre 2006

Alla ricerca del mio dio

Ero lì seduto ad un tavolo del bar dell'università. Sorseggiavo con tranquillità il mio caffè ripassando alcuni appunti di meccanica freschi di stampa. Avevo indubbiamente fatto tardi quel giorno (e non solo per colpa mia). Il treno che non arrivava, il portafogli smarrito, il letto troppo comodo... Ma così è andata, questo è successo e l'ora di meccanica si è conclusa inevitabilmente in mia assenza. Ma c'era di più, qualcosa che col tempo cominciavo a spiegarmi e che gradualmente si manifestava intorno a me. Riflessioni forse causate dalla lettura di quel saggio di fisica o dalla mia insaziabile voglia di porre risposte (e non domande). Tutto quello che osservavo nascondeva verità nascoste, ed erano lì, avvolte tra dimensioni occultate e arrotolate su se stesse. Sono i miei sensi ad ingannarmi, ed è curioso pensare che le meraviglie dell'universo possano essere percepite da me solo attraverso tre dimensioni. Ah, se si potesse andare oltre tutto ciò... quale potrebbe essere il risultato a cui potremmo pervenire? Chissà, magari cercando risposte nell'infinitamente piccolo, la nostra concezione della realtà potrebbe ribaltarsi... Eppure i greci ci erano arrivati. Adesso tocca a noi riscoprire ciòche veramente non può essere scisso. E' forse questa la via per arrivare a Dio? Io non lo so, al momento nessuno lo sa (almeno credo). Una cosa è certa: la strada presenterà numerosi bivi, e toccherà alla ragione capire dove andare. E' questo il fascino della scoperta: correre e non fermarsi mai. Ma sarà sicuramente una grande soddisfazione per tutti noi assistere finalmente all'attesissima stretta di mano tra Einstein e Planck.

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